Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > Lui & Lei > Leda ed il cigno 3
Lui & Lei

Leda ed il cigno 3


di iltiralatte
25.07.2025    |    183    |    1 7.0
"Pensava che bastasse voler bene, essere gentile, essere disponibile ma l’amore, a volte, chiede anche il coraggio di afferrare..."
Capitolo 2

Le donne si avvicinavano naturalmente.
Non insieme, non con insistenza.
Nero era tutto sommato un buon partito ma ogni donna, che pure nei suoi sogni più reconditi ha il pensiero della maternità, quando si avvicina ad un uomo che sta allevando, tutto solo, un figlio ha quanto meno qualche esitazione.
Difficilmente riuscivano però a superare non lo scoglio ma l’intera scogliera che Nero aveva innalzato a protezione della sua famiglia.
Si avvicinavano, donavano una torta a Brio; qualcuna si informava se il bambino avesse qualche necessità oppure gli porgeva un libro.
Tutti gesti che finivano per risultare fini a se stessi.
Erano gesti discreti, cortesi, incolori.
Nero osservava senza reagire.
Non ringraziava.
Non contraccambiava.
Lasciava che accadessero, come si lasciano passare le giornate di pioggia.
Brio non capiva.
Prendeva quei gesti come parte del mondo, come si prendono le posate dalla tavola.
Non ne coglieva l’assenza di calore, perché non aveva mai sentito altro.
Le donne non cercavano contatto con lui, miravano a suo padre e facevano solo quel poco che si fa per non risultare sgarbate.
Nulla che fosse dono dell’anima.
Mai una carezza o un abbraccio.
Nero aveva stabilito l’isolamento e non potevano non rispettarlo-
Nero interpretava.
Brio assorbiva ma nessuno riceveva la cosa vera, quella importante, quella comunità di intenti e di affetti che rendono l’uomo dissimile dalla bestia,
Succedeva sempre così.
Non appena un gesto femminile superava la neutralità, entrando nel territorio della possibile intimità, Nero si irrigidiva.
Un invito a cena?
Una frase che conteneva la parola domani?
Uno sguardo che sembrava trattenere qualcosa?
Scattava la chiusura!
Immediata.
Silenziosa.
Permanente.
Nero non spiegava.
Non accusava nessuno, non dava segnali di disinteresse ma tagliava il legame prima ancora che si potesse formare.
Per ogni donna che si era avvicinata, c’era stato un momento preciso: una parola gentile detta con troppa lentezza, una carezza fuori contesto, una domanda che sembrava cercarlo.
A questo punto egli si ritirava.
Non con rabbia.
Non con freddezza.
Con chirurgia.
Il silenzio diventava muro.
Il gesto, interruzione.
Il tempo, distanza.
Le donne non capivano.
Brio nemmeno ma per Nero era semplice: ogni legame stabile contiene in se una possibilità di tradimento.
Egli non voleva più andare incontro al dolore neppure per sbaglio.
Brio cresceva con suo padre: solo con lui.
Le donne passavano: a volte lasciando qualcosa, a volte sorridendo ma nessuna restava.
Nessuna aveva un volto di chi torna.
Il bambino non faceva domande.
Guardava.
Osservava l’andamento emotivo di Nero, i silenzi, i ritiri, le pause cariche di sospetto.
Lui non capiva ma assorbiva.
Per lui, relazionarsi significava mantenere le distanze.
Accettare qualcosa senza mai chiederlo.
Ricevere un gesto senza aspettarsene un secondo.
Il padre non lo toccava quasi mai.
Non lo abbracciava.
Non lo sgridava nemmeno con cattiveria.
Era presente come un rumore di fondo, non come un essere umano.
Brio imparava a decifrare le espressioni.
A leggere l’intonazione delle frasi.
A capire quando stare zitto, quando non avvicinarsi, quando non disturbare.
Si stava formando in una grammatica emotiva dove il calore di un bacio non aveva mai avuto voce.
Brio non era freddo.
Non era ostile.
Non era diffidente.
Era timido, cortese, dolce ed … immobile.
Di fronte all’affetto, si scioglieva un po’.
Abbassava lo sguardo e sorrideva piano.
Faceva attenzione alle parole ma non agiva.
Riceveva gentilezze senza saperle ricambiare.
Avvertiva qualche cosa che somigliava al desiderio ma non sapeva quale forma dargli.
Un invito lo metteva in soggezione.
Un messaggio lo lasciava pensoso per ore.
Una carezza lo faceva tremare.
Nulla di più.
Brio non sceglieva: evitava.
Si teneva ai margini di ogni gruppo come chi non vuole disturbare.
Ogni gesto affettuoso lo accendeva dentro di se ma non trovava il coraggio per rispondere.
Era come se l'amore fosse una lingua che comprendeva ma che non aveva mai imparato a parlare.
Brio piaceva.
Non era un elemento che infastidiva.
Non alzava mai la voce e non era mai fuori posto.
Sorrideva piano, parlava poco, ascoltava molto.
Tutti lo trovavano gentile.
Qualcuno diceva che era “tenero”.
Qualcun altro rideva delle sue esitazioni ma senza cattiveria.
Era quel tipo di ragazzo che fa affezionare anche se non si sa spiegarne il motivo.
Mia lo amava.
Non per un gesto preciso o per un momento illuminante ma per quella costanza emotiva che sembrava proteggere senza invadere.
Giocavano spesso insieme: lei era l’unica che lo aspettava al parco, lo cercava, gli chiedeva:
— Vuoi venire?
Gli fece piccoli regali: un disegno, una caramella, un bigliettino scritto con un cuore.
Giunse a difenderlo una volta!
Qualcuno lo prendeva in giro e lei gli si oppose:
— Non dire così, lui è gentile.
Eppure … mancava qualcosa.
Brio non proponeva, non decideva, non prendeva mai posizione.
Stava lì, accanto, a tutti. Presente certo ma mai veramente inserito in un gruppo.
Mia cominciò a sentirsi sola accanto a lui come se l’amore non bastasse, se non veniva cercato anche dall’altro e Brio perse in tal modo l’unica vera amica che avesse mai cercato di oltrepassare le sue barriere.
Brio non capiva.
Pensava che bastasse voler bene, essere gentile, essere disponibile ma l’amore, a volte, chiede anche il coraggio di afferrare.
Brio era sempre presente.
Attento, gentile, disponibile ma senza lasciare segno di se stesso.
Si trovava ovunque servisse una mano ma mai al centro della scena.
Era presente.
Quello si ma non si avvertiva.
Educato, attento, disponibile ma mai decisivo.
Aveva la presenza leggera di chi non pesa.
Non imponeva.
Era una di quelle persone sempre presenti che si notano solo se cerchi la gentilezza.
Quelle che mancano solo quando ci si accorge che nessuno ha mai chiesto di loro.
Era una figura presente … e basta.
Gli si voleva bene, certo.
Lo si cercava, a volte ma mai davvero!
Mai con urgenza, mai per necessità.
Nessuno lo cercava per risolvere, per decidere, per guidare.
Rimaneva nel margine affettivo di tutti.
Accanto ma mai centrale.
Dolce ma mai forte, affettuoso ma mai imprescindibile.
Quando parlava, lo si ascoltava.
Quando sorrideva, il suo sorriso invitava a risposte gentili ma non ad affetti duraturi.
Nessuno lo cercava.
Nessuno lo aspettava.”
Se non c’era, la giornata proseguiva .come se non fosse mai esistito.
Era amato, tollerato ma mai essenziale.
Brio faceva tutto con garbo.
Preparava il caffè per due anche se nessuno lo beveva con lui.
Spostava le sedie, raccoglieva oggetti dimenticati.
Scriveva messaggi pieni di attenzioni, ricevendo risposte brevi e distratte.
A scuola, non era mai il leader ma nemmeno lo scarto.
Stava nel mezzo: colui che non sbaglia mai ma che nessuno nota nei momenti cruciali.
In famiglia, era il figlio che non dava pensieri ma anche quello di cui non si parlava mai per primo.
Non deludeva ma non sorprendeva nemmeno.
Nei gruppi, c’era sempre ma le foto venivano scattate anche senza di lui.
Le confidenze non lo cercavano.
I compleanni non lo coinvolgevano per l’organizzazione; solo per la torta.
Brio pensava che bastasse esserci.
Bastasse essere buono, disponibile, presente ma l’uomo nasce quando qualcuno ti aspetta e senza di te, non sa come proseguire.
Brio non veniva mai atteso.
Veniva solo incluso quando era impossibile evitarlo.
In questo modo, pur crescendo, non diventava mai parte centrale della vita di nessuno.
Non per cattiveria altrui ma per quella sua delicatezza che non spingeva mai, che non reclamava nulla, che si adagia nei bordi.


CONTINUA? ? ? ? 👍
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
7.0
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Leda ed il cigno 3:

Altri Racconti Erotici in Lui & Lei:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni